A cura di Tommaso Zurleni e Valerio Sisti

 

Tommaso Zurleni (tzurleni@yahoo.it)

 

 

 

 

 Valerio Sisti (valsisti@inwind.it)

 

 

 

 

 

Il carcinoma gastrico è a tutt’oggi una neoplasia frequente e fortemente aggressiva. Sebbene stia dimostrando un calo di incidenza, questa riguarda soprattutto le forme più differenziate e a migliore prognosi.

Nel tempo all'intervento chirurgico, che rappresentava l’unico trattamento per questa patologia, si sono aggiunti trattamenti integrati endoscopici ed oncologici che hanno migliorato la qualità della vita mantenendo, se applicati con le corrette indicazioni, gli stessi risultati.

Attualmente in alcuni pazienti affetti da neoplasie precoci e in cui, per l’esperienza dei gastroenterologi e la qualità delle attrezzature, si è ottenuta una accurata diagnosi e stadiazione, le resezioni endoscopiche (mucose e sottomucose) consentono un trattamento altrettanto completo, in grado di garantire un’ottima qualità di vita ed evitare resezioni chirurgiche.

Nel caso invece delle neoplasie avanzate la possibilità di effettuare trattamenti oncologici preoperatori ha aperto la strada a studi che consentono di migliorare i risultati che la chirurgia da sola non potrebbe offrire.

Il trattamento chirurgico rimane comunque il punto cruciale della terapia. Con esso deve essere garantita l'ottima qualità ed la corretta linfoadenectomia, al fine di offrire ai pazienti la massima possibilità di cura.

La linfoadenectomia da tempo considerata nel mondo un’inutile esercizio tecnico, ha consentito ai chirurghi orientali di offrire ai pazienti ottime sopravvivenze oggi presentate anche dai malati trattati in centri occidentali con elevata esperienza.

Il carcinoma gastrico è a tutt’oggi una neoplasia frequente e fortemente aggressiva. Sebbene stia dimostrando un calo di incidenza, questa riguarda soprattutto le forme più differenziate e a migliore prognosi.

Nel tempo all'intervento chirurgico, che rappresentava l’unico trattamento per questa patologia, si sono aggiunti trattamenti integrati endoscopici ed oncologici che hanno migliorato la qualità della vita mantenendo, se applicati con le corrette indicazioni, gli stessi risultati.

Attualmente in alcuni pazienti affetti da neoplasie precoci e in cui, per l’esperienza dei gastroenterologi e la qualità delle attrezzature, si è ottenuta una accurata diagnosi e stadiazione, le resezioni endoscopiche (mucose e sottomucose) consentono un trattamento altrettanto completo, in grado di garantire un’ottima qualità di vita ed evitare resezioni chirurgiche.

Nel caso invece delle neoplasie avanzate la possibilità di effettuare trattamenti oncologici preoperatori ha aperto la strada a studi che consentono di migliorare i risultati che la chirurgia da sola non potrebbe offrire.

Il trattamento chirurgico rimane comunque il punto cruciale della terapia. Con esso deve essere garantita l'ottima qualità ed la corretta linfoadenectomia, al fine di offrire ai pazienti la massima possibilità di cura.

La linfoadenectomia da tempo considerata nel mondo un’inutile esercizio tecnico, ha consentito ai chirurghi orientali di offrire ai pazienti ottime sopravvivenze oggi presentate anche dai malati trattati in centri occidentali con elevata esperienza.

Neoplasia avanzata dell'antro gastrico

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