PROTOCOLLO VARESE 2 (Responsabile: Stefano Rausei)

LA LINFOADENECTOMIA NEL PAZIENTE ANZIANO

Razionale:

Studi demografici in Paesi industrializzati hanno dimostrato un considerevole aumento della durata della vita media con un aumentato rischio di sviluppare una neoplasia con l’avanzare dell’età, comunque già associato alla coesistenza di plurime e talvolta severe comorbidità croniche. Si stima che il tasso di morte cancro-relata sia passato dal 15% degli anni ’70 al 25% agli inizi del 2000, inversamente al tasso di morte per malattia cardiaca, ridottosi dal 40% al 30% nello stesso periodo. Questo conferma il dato quotidianamente riscontrato che un numero sempre maggiore di pazienti geriatrici viene candidato ad interventi di chirurgia oncologica.

Per quanto riguarda il cancro gastrico nei pazienti anziani, i dati in Letteratura sono spesso limitati e discordanti. In generale, in questo sottogruppo di pazienti la prognosi quantomeno non risulta peggiore rispetto a quella dei pazienti più giovani. Questo ha indotto a standardizzare il trattamento dell’adenocarcinoma dello stomaco, senza alcuna distinzione per età, cosicché anche le linee guida più recenti non considerano l’età del paziente (e le sue eventuali comorbidità) nel tailoring della strategia terapeutica. Secondo le linee guida infatti se il paziente è adeguato per la chirurgia, ci si deve riferire a trattamento chirurgico “standard”, ove per “standard” si intende gastrectomia con linfadenectomia D2 nel caso di neoplasia >cT1 o cN+.  

Tuttavia, il trattamento chirurgico ottimale del cancro gastrico nel soggetto anziano rimane quantomeno controverso a causa dell’aumentato rischio perioperatorio in questi pazienti: storicamente infatti laddove si è riscontrato un aumento della morbi-mortalità dopo un trattamento chirurgico, l’età ha giocato spesso un ruolo determinante. Ad esempio, nel Dutch trial sul confronto tra linfadenectomia D1 e D2 è stato documentato un aumento significativo della mortalità postoperatoria in pazienti di età >70 anni.

D’altra parte, per lo stesso Dutch trial, pur dopo 15 anni di follow-up, non è stato individuato alcun sicuro beneficio in termini di sopravvivenza overall per la linfadenectomia D2 negli ultrasettantenni. Questo dato trova ulteriore conferma nei risultati dell’ultimo trial randomizzato controllato dedicato all’estensione della linfadenectomia: per questo studio anche in termini di sopravvivenza malattia-specifica i pazienti con età >70 anni non trarrebbero alcun beneficio significativo dalla linfadenectomia D2.

Contestualizzate in un setting di pazienti ultrasettantenni (con patologie croniche più o meno severe) e con un’aspettativa di vita media che in Europa oscilla intorno agli 80 anni, queste considerazioni inducono a valutare se l’età e le comorbidità ad essa correlate possano costituire un parametro sulla base del quale “modulare” l’estensione della linfadenectomia. In altri termini, sarà da verificare l’ipotesi che l’astenersi da una dissezione linfonodale D2 possa aumentare la sicurezza della procedura chirurgica senza ridurre l’aspettativa di vita del paziente anziano affetto da cancro gastrico.

 

Scopi:

Valutare il rapporto rischio-beneficio della linfadenectomia D2 nel paziente anziano, mediante studio retrospettivo, confrontando i tassi di morbi-mortalità perioperatoria (entro 30 giorni dall’intervento) e la sopravvivenza a 5 anni in pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico e sottoposti a chirurgia R0 con linfadenectomia D1 vs D2.

Criteri di selezione:

Verranno considerati pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico e sottoposti a chirurgia R0 con linfadenectomia D1 e D2, sia tradizionale che laparoscopica, in cui siano stati asportati un numero minimo di 16 linfonodi e dei quali siano disponibili dati di follow up a 5 anni.

Periodo di studio: Pazienti sottoposti ad intervento chirurgico tra Gennaio 2000 e Dicembre 2009.

Disegno dello studio: Retrospettivo.

Dati richiesti:

Sesso,

Età all’intervento (il cut-off di anzianità sarà definito in base all’analisi dei dati acquisiti),

Data intervento,

Grading,

Istotipo sec. Lauren,

pT, pN, c/pM,

Approccio laparoscopico vs laparotomico,

Tipo di resezione (gastrectomia subtotale o totale, altri organi asportati),

R,

D,

Numero totale linfonodi asportati,

Numero linfonodi metastatici,

Comorbidità,

Charlson Comorbidity Index,

Esami preoperatori (emoglobinemia, INR, albuminemia, linfocitemia, creatininemia),

Complicanze perioperatorie,

Classificazione complicanze chirurgiche sec. Clavien-Dindo,

Degenza postoperatoria,

Eventuali terapie neo/adiuvanti,

Decesso (mesi dall’intervento, causa),

Recidiva (mesi, sede, trattamento).

 

Bibliografia:

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